INTERVISTA A CIUS

“Potrei definirmi disegnatore, fumettista, illustratore. Ma sarebbe più giusto affermare che sono più vicino ad un fumettaro che ad un fumettista, ad un abile matitaro che ad un vero e proprio disegnatore.” (cfr. Cius)

Con queste parole, si autodefinisce Cius… uno dei personaggi piu’ particolari che mi sia capitato di conoscere negli ultimi anni: un disegnatore, fumettaro (come dice lui) che ha creato delle imperdibili strisce di due stralunati personaggi troppo simpatici: QUIFF & VERMIGLIONE.

Subito colpito dalla bellezza delle sue strisce, mi sono dato da fare per capire chi fosse e, quando per caso, ho letto che andava anche lui al LUCCA COMICS 2007, ho fatto in modo di incontrarlo li…

Il risultato del nostro incontro, lo potrete vedere presto in video ma, per il momento, potete leggere l’intervista che Cius mi ha gentilmente concesso:

Ecco l’intervista cius.jpg

“In Municipio, Toni dice : CHISSENEFREGA!!!”

Prima di cominiciare, voglio ringraziarti per il tempo e la disponibilita’ che gentilmente ci concedi…

01) Come sono entrati i comics nella tua vita? Quando hai deciso di dedicarti alle strisce?

Direi che ci sono sempre stati. Da piccolissimo avevo già i Topolino tra le mani e cominciavo a ricalcarne le copertine per gioco. Poi negli anni ho letto un po’ di tutto, le comic strip arrivano per ultime e sono state un amore folgorante. Sono dannatamente difficili da fare, forse una delle forme narrative di maggior complessità. Comprimere un’idea in tre, quattro vignette è un lavoro talvolta frustrante e stimolante al tempo stesso. Io ho cominciato come iniziano tutti, credo: per egoismo. Essenzialmente chi inizia a fare strip lo fa per se stesso. Il consenso o la critica del pubblico sono una conseguenza o se vogliamo, un impulso secondario. Ai primi posti metterei il divertimento e la passione dell’autore, la sua necessità di comunicare e di confrontarsi.

02) Perche’ Cius?

Fabrizio in latino di dice Fabricius. E’ capitato che lo scoprissi da piccolo assieme a dei compagni di scuola. Da allora tutti mi hanno chiamato Cius perchè aveva un suono divertente. E’ proprio vero che sono i nomi che ti scelgono e non tu che scegli loro.

03) Come e’ nata l’idea di Quiff? e Vermiglione? Chi e’ nato prima?

Quiff è nato davvero in una notte buia e tempestosa. Era estate, pioveva a dirotto, ero al tavolo da disegno e ho cominciato a scarabbocchiare (non che ora abbia smesso!). Spunta questa testa con i ciuffi dal foglio e io cominico a parlarci, come fosse il classico “caro diario”, solo, a fumetti. Vermiglione è comparso qualche schizzo prima di Quiff ma solo per introdurlo poco dopo. Era il 1992. Allora non intendevo né farlo diventare una comic strip né disegnarlo per un pubblico di lettori tant’è che è rimasto fermo nel cassetto per anni.

04) Dove sono ambientate le strisce?

Nella mia mente, principalmente, che per l’occassione ho fatto assomigliare ad una pianura. L’attaccamento alla terra di Quiff e Vermiglione (in ogni senso) è l’amore che provo per il posto in cui sono nato.

05) Hai mai pensato di fare trasformare Quiff & Vermiglione in una serie regolare? Magari con delle saghe vere e proprie al suo interno?

Mmmm… ci ho pensato si. Ma caratterialmente non sono un granchè nel dedicarmi ad una serie regolare, amo di più realizzare qualcosa nell’immediato, come nasce al momento. Quando ho aperto il blog nel 2006 le tavole erano molto più lunghe e diverse dalle strip di oggi. Segno che non avevo del tutto le idee chiare su cosa fare e come farlo. Oggi ho solo compresso le idee in meno riquadri e in tavole più piccole ma il tutto è ancora in continua evoluzione. Certo il formato che uso ora è a dir poco affascinante.

06) Hai mai pensato a realizzare degli spin-off delle strisce? Che ne so… tipo la vita segreta di Vermiglione oppure le avventure di Ercole?

Ercole è un personaggio fantastico, mi piace tantissimo disegnarlo. Riempie una vignetta da solo, anche senza sfondo, solo fissandoti negli occhi. Potrebbe essere un ottimo soggetto da spin-off. Vermiglione è tipo da duo comico. Ad ogni modo molte vignette vengono “gestite” anche da soggetti singoli. Mi piace spezzare il ritmo con introduzione di brevi avventure in solitaria. Molte idee sono in cantiere.

07) Come si sono incontrati Quiff & Vermiglione? Come hanno conosciuto loro Chissenefrega?

Come dicevo prima si sono incontrati su un foglio di schizzi e prove molto tempo fa, quasi per scherzo. Hanno conosciuto Chissenefrega grazie a Chissene e ad un suo bellissimo commento sul mio blog!

08) Cius, sfogliando le tua strisce, noto un certo tratto un po’ alla Silver… ti sei per caso ispirato a Lupo Alberto per lo stile dei disegni? Mi riferisco in particolare a Vermiglione che sembra avere molto in comune con Enrico la Talpa…

Più che di una ispirazione vera e propria parlerei di somiglianza. Silver ha influenzato molti. Me compreso. Ma le storie e i personaggi sono molto differenti tra loro. Il tratto è quello che più si addice alla strip, limpido e lineare anche se non sono mai contento e provo costantemente ad introdurre varianti e novità. L’idea di far spuntare i personaggi dal suolo sono una scelta tutta personale, con il loro significato, e non hanno la pretesa di rifarsi in qualche modo all’opera di Silver.

09) Quiff e’ sposato? e Vermiglione?

Ecco appunto. A differenza di un Lupo Alberto, dove gli animali sono il siparietto della vita reale, in Quiff questo non succede. Per cui non si parla in modo diretto di matrimonio, lavoro, mogli e figli. E’ tutto sospeso in una dimensione diversa, legata al reale ma su livello differente, a tratti onirico.
Sono affascinato dalle opere di Herriman e McCay in cui le cose vengono dette si, ma con registri diversi. In cui è la fantasia a prendere il sopravvento e non il reale a trasformarsi in fantastico. E’ una sottile differenza che però cambia tutto. Naturale che un lettore si trovi spiazzato di fronte a contenuti così distanti e surreali e preferisca la battuta veloce e il riferimento al suo vissuto.

10) Il futuro di Quiff & Vermiglione? Incontreranno mai Toni Municipio (come suggeriva Chissene non mi ricordo quando)?

Difficilmente introduco persone reali nella strip, o soggetti che si rifanno al mio quotidiano. Certo, un po’ tutto alla fine finisce dentro e diventa parte di un unico calderone ma in senso così stretto non è mai capitato. E’ una autodifesa della fantasia. Quello che mi influenza o che mi accade ogni giorno rimane a macerare a lungo prima di ritornare fuori sotto forma di strip. Questo la dice lunga sul futuro di Quiff e Vermiglione.
E’ un prodotto particolare, non si rifà ad una comicità standard o ad alcun tipo di satira (molto ricercata nel nostro paese). E’ un po’ fuori dal mondo, da conoscere con calma (il web in questo caso non è il mezzo più adatto, mordi-e-fuggi com’è) e sopratutto ha ancora molta strada da fare.
Il vero dilemma è il tempo per curare questa passione e la tenacia per portarla avanti nei ritagli di tempo. Una buona strip, per come la intendo io, necessita di una mente vuota e recettiva, che dispone di tempo per trovare la battuta giusta, il giusto ritmo, la sequenza perfetta.
Molto materiale online, fatto da gente che come me disegna di notte o nel weekend, presenta tratti di superficialità. Sono strip frettolose e lo si capisce. Magari perchè prese di getto, come venivano, senza limarle per bene. Anch’io cado nell’”ommioddio-cosa-posto-domani-sul-blog”. E’ tragico se ci pensate, perchè quelli bravi che hanno talento (e si riconoscono subito) e che in queste condizioni comunque sfornano ottime strisce, mi chiedo cosa potrebbero offrire al pubblico con la calma e l’impegno di un vero lavoro. Cose sorprendenti, credo.

11) STRRRIPPIT e’ un ottimo inizio… vedremo mai Quiff & Vermiglione nelle librerie? Quando?

Sarò di parte, ma stRRRippit è davvero una cosa meravigliosa. Per la realizzazione in sé ma anche per il significato che assume se pensiamo a quanto bistrattate siano le comic strip in Italia. Ci vorrebbero più editori coraggiosi come Grrrzetic. Più gente disposta a credere nel formato strip.
Come dicono sempre gli amici Olla e Scapigliati, il posto delle strisce è sui giornali prima, nelle raccolte poi.
Vedere Quiff sugli scaffali delle librerie sarebbe davvero una grossa soddisfazione, inutile negarlo, ma se dovesse succedere mi piacerebbe fosse in buona compagnia. Contro ogni politica commerciale o di marketing, preferirei vederlo assieme a raccolte di tanti altri autori a corollario di una buona annata su qualche quotidiano. Poco importa se se ne sta da solo, fine a sé stesso, come feticcio di un qualche fortuito exploit editoriale. Quello che ci vuole è una rinascita generale del formato. Quello è il mio sogno. Ci eravamo andati vicini parecchi anni fa in Italia e se si entra un po’ più nel dettaglio oggi ci si accorge che basterebbe davvero poco per rimettere in moto il meccanismo. Giusto un colpetto.

Grazie per la tua meravigliosa disponibilita’, saluti e buona fortuna con le tue nuove strisce…

Ciao e a presto,
Anto aka Toni Municipio

Se volete conoscere Quiff e Vermiglione e leggere le loro storie, andate sul loro sito ufficiale e buona lettura.

2 Risposte

  1. Ciao! Sono il gestore di un blog di satira, e vorrei fare uno scambio
    di link con altri blog attinenti comunque alle cose che scrivo sul mio blog :) . Ti interesserebbe uno scambio link? Per qualsiasi cosa, fammi sapere attraverso un commento sul mio blog o un commento sulla mia tagboard :) .

    Alla prossima

  2. [...] L’intervista completa è pubblicata nella folle casa di Toni Municipio. [...]

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